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Data pubblicazione: martedì 9 marzo 2004
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SPIRITUALITÀ - FAVILLE DELLA LAMPADA
Unità, Carità, Verità
Unità. L’unità è il tesoro dell’essere, dice S. Tommaso d’Aquino. Uni di pensiero in Dio. Uni di volontà - tutto si raccoglie nell’infinito - che attende. Non contano i detriti che noi non vogliamo, conta la volontà, l’atto della volontà che vogliamo. Uni di cuore. L’inferiore è per il superiore. La sensazione, la passione, l’irascibile e il concupiscibile sono per la volontà che è, e che convoglia tutti i sentimenti verso l’unico. Carità. Verso Dio e verso il prossimo. È cosa facile amare Dio fantasticamente, ma amare il prossimo come noi stessi è cosa grave. Il Vangelo parla chiaro: non chi dice Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli, ma chi osserva la parola di Dio e la mette in pratica. I vecchi, i bambini minorati in cui splende un’anima immortale, siano pegno della nostra venerazione - quasi adorazione. Verità. Andiamo verso l’Assoluto Trinitario, Padre, Figliuolo e Spirito Santo - uni, operando nella Carità.
Sac. Francesco Mottola OSC
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Per tutto il giorno sono stata tormentata da terribIli tentazioni. Delle bestemmie premevano contro le mie labbra e provavo un avversione per tutto ciò che è santo e divino, ma lottai per tutta la giornata. Verso sera cominciò a sopraffarmi un'idea: “ Perché parlare di ciò al confessore? Egli si metterà a ridere per questo”. L'avversione e lo sconforto s'impadronirono della mia anima e mi sembrava che in tale stato non potessi in nessun modo accostarmi alla santa Comunione. Un dolore così acuto colpi la mia anima, che per poco non gridai a gran voce in cappella. Tuttavia mi accorsi che c'erano le suore e decisi di andare nell'orto a nascondermi per poter almeno piangere forte. Ma improvvisamente Gesù stette vicino a me e disse: “ Dove intendi andare? “. Non risposi nulla a Gesù, ma riversai davanti a Lui tutta la mia sofferenza e cessarono tutte le insidie di satana. Gesù mi disse: “ La pace interiore che hai è una grazia “. E spari improvvisamente. Io mi sentii felice e tranquillizzata in modo misterioso. Per la verità far in modo che possa tornare in un attimo una tranquillità così forte, questo in realtà può farlo soltanto Gesù, Egli, l'Altissimo.
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