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Il respiro del Cuore |
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Data pubblicazione: martedì 9 marzo 2004
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SPIRITUALITÀ - FAVILLE DELLA LAMPADA
La vita è un mistero
La vita è un mistero sormontato da una croce, E’ il finito che chiama implacabilmente l’Infinito, con tutte le sue voci. C’è un triplice ordine: storico, ideale, dell’Assoluto. Lo storico, è il reale che si svolge in noi e negli altri, ma à valore per lo svolgimento in noi. La storia tenta di diventare idea nell’Idea, di qui sconcerti, mille detriti d’idea, mille tentativi vani nell’idea che ancora non à raggiunto l’unità. L’unità si raggiunge quando l’Idea di Dio s’incarna e diventa uomo, e unisce così la storia all’Assoluto che è Dio. Nell’Assoluto non c’è né essenza né esistenza, ma Atto Puro. E’ il Cristo che unisce con la sua croce l’Assoluto, e dà senso alla storia. Senza unità con Cristo ogni croce è vana, ogni croce portata in simbiosi con Cristo è sacra. Gli uomini non ànno valore senza l’idea di Dio, perché non raggiungono il loro fine. Quando il Cristo appare come un irraggiamento sacro, il fine è alfine raggiunto - la Carità. L’unità, l’amore, la carità, ci unisce a Dio che è. E acquistiamo così la libertà dei figli di Dio.
Sac. Francesco Mottola OSC
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è.
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