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Data pubblicazione: domenica 10 ottobre 2004
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RUBRICHE - CERCATORI DI DIO NEL MARE DELLA VITA
Padre Pio
"Io sono un mistero a me stesso".
Queste sono le parole con le quali Padre Pio si definiva quando qualcuno gli domandava sui fenomeni mistici che egli viveva.
In Padre Pio si è manifestato qualcosa che era più grande di Lui: la presenza del Figlio di Dio Crocifisso e risorto. Niente di quello che Padre Pio ha vissuto e operato è più grande di questa misteriosa presenza. Dio in lui ha trovato la piena disponibilità a cooperare al suo disegno di salvezza universale e tutti coloro che lo accostavano ne facevano esperienza. Ecco perché Padre Pio ancora oggi attira a se milioni di fedeli da ogni parte della terra. “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me” . Gesù ha mantenuto la sua promessa e dall’alto del Calvario non soltanto è rimasto con noi nel Sacrificio della Santa Messa e nell’annuncio vivo della Sua parola, Egli è rimasto con noi in tantissimi uomini e donne che hanno accolto la sua proposta di amore. Essere crocifissi insieme a Lui per la salvezza del mondo. Padre Pio è un gigante della fede ha aderito a Cristo fin nei più intimi recessi della sua anima e questa adesione il Signore l'ha premiata con il sigillo di sangue delle Sacre Stimmate. Grazie o Padre Pio, il tuo amore e la tua croce ridanno speranza al mondo che Dio non ci ha abbandonato, ma al contrario si prende cura continuamente e premurosamente delle sue creature con il dono irreversibile del suo Figlio benedetto che vive la nostra storia facendosi carico delle nostre sofferenze.
Sac. Pietro Cutuli
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è.
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