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Data pubblicazione: giovedì 29 settembre 2005  

MATERIALE PASTORALE - ARTICOLI

AD JESUM PER MARIAM: LA ROSARIUM VIRGINIS MARIAE

L’antico detto latino che abbiamo scelto come titolo, racchiude una grande verità di fede. Verità che nella tradizione della Chiesa è stata sempre affermata e che si è consolidata fino ai giorni nostri con la lettera di Giovanni Paolo II Rosarium Virginis Mariae. Dice il Papa al numero 1: Il Rosario della Vergine Maria, sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane,… una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. Essa ben s’inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini, e si sente spinto dallo Spirito di Dio a « prendere il largo » (« duc in altum! ») per ridire, anzi ’gridare’ Cristo al mondo come Signore e Salvatore, come « la via, la verità e la vita » (Gv 14, 6), come « traguardo della storia umana, il fulcro nel quale convergono gli ideali della storia e della civiltà ».
La Rosarium Virginis Mariae tramite la preghiera contemplativa del S. Rosario si propone di far ripartire la Chiesa in un rinnovato sforzo di comunione con Cristo dal quale scaturirà necessariamente una testimonianza più forte e autentica della sua Persona, Lieta Novella dell’amore di Dio per l’uomo. Continua il Santo Padre: Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio … Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore.
Già nella Novo Millennium Ineunte Giovanni Paolo II invitava la Chiesa Cattolica a ripartire dalla contemplazione del volto di Cristo, poiché: La nostra testimonianza sarebbe…insopportabilmente povera, se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto ( N.M.I. n° 16). La contemplazione del volto di Cristo, dunque, è alla base di ogni vera testimonianza evangelica, è la luce del Risorto che deve risplendere sui nostri volti, come rifulse di mistica luce il volto di Mosé quando discese dal monte Sinai dopo aver parlato faccia a faccia con Dio e come lo stesso Cristo si trasfigurò in tutto il suo essere sul monte Tabor dopo aver contemplato il volto del Padre. Con la Rosarium Virginis Mariae si riafferma il primato della contemplazione sull’azione, poiché è dalla prima che discende la seconda. Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo. A dare maggiore rilevanza a questo invito, prendendo occasione dal prossimo centoventesimo anniversario della menzionata Enciclica di Leone XIII, il Papa desidera che questa preghiera durante quest’anno sia proposta e valorizzata in tutte le comunità cristiane. Proprio per questo ha proclamato il periodo che va dall’ottobre 2002 all’ottobre del 2003 Anno del Rosario ( Cf. R.V.M. n°3). Con la proclamazione dell’anno del Rosario Giovanni Paolo II invita tutta la Chiesa alla riscoperta di questa meravigliosa preghiera contemplativa che favorirà sicuramente il rinnovamento della fede e della prassi ecclesiale. A questo proposito viene citato l’insegnamento di tanti santi e maestri di spiritualità, quali San Luigi Maria Grignon da Montfort, Padre Pio da Pietrelcina e in particolare il Beato Bartolo Longo che ha poggiato il suo cammino di santità su un’ispirazione udita nel cuore: « Chi propaga il Rosario è salvo!». Per questa forte ispirazione Bartolo Longo sentì la vocazione a costruire il meraviglioso Santuario di Pompei dedicato alla Regina Del S. Rosario. In questa schiera di apostoli del Rosario ci sembra giusto citare anche il nostro Don Francesco Mottola che ha centrato tutta la sua spiritualità sulla contemplazione del Mistero Trinitario fonte perenne di energia vitale e di amore che si effonde per pienezza nelle opere di apostolato e di carità verso il prossimo. Nel suo Diario dello Spirito leggiamo che sostituì il voto del più perfetto con il voto della recita quotidiana dell’intero Rosario che mantenne fino alla morte ( CF. D. S. p. 147).
In questa contemplazione del volto di Cristo nella preghiera del S. Rosario vi è un punto di vista privilegiato dal quale si può scorgere più profondamente la ricchezza del mistero cristologico ed è quello della Madre di Gesù: la Santa Vergine Maria. Pregando il S. Rosario si entra in sintonia particolarissima con Maria e si prega insieme a Lei. I sentimenti della Vergine diventano i nostri sentimenti, il suo sguardo di fede diventa il nostro. Leggiamo ai n° 10 e 11: La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale. È nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un’umana somiglianza che evoca un’intimità spirituale certo ancora più grande… Maria vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola: « Serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore » (Lc 2, 19; cfr 2, 51). I ricordi di Gesù…( hanno costituito), in certo senso, il ’rosario’ che Ella stessa ha costantemente recitato nei giorni della sua vita terrena.Dunque la contemplazione è l’essensa del Rosario. Già Paolo VI richiamava all’aspetto contemplativo del S. Rosario in modo molto eloquente: « Senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all’ammonimento di Gesù: ’Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità’ (Mt 6, 7). Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell’orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze ».
Ma in questo impegno di contemplazione nella recita del S. Rosario non manca un forte invito alla preghiera d’intercessione. Nel nostro tempo così travagliato e infelice per i continui focolai di guerra che nascono spesso da lotte fratricide e molto sanguinose, vedi il fenomeno dei kamikaze, il Santo Padre ha a cuore la pace per tutto il mondo e specialmente per la Terra Santa. Così si esprime al n° 6: A dare maggiore attualità al rilancio del Rosario si aggiungono alcune circostanze storiche. Prima fra esse, l’urgenza di invocare da Dio il dono della pace. Il Rosario è stato più volte proposto dai miei Predecessori e da me stesso come preghiera per la pace… Non si può quindi recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace, con una particolare attenzione alla terra di Gesù, ancora così provata, e tanto cara al cuore cristiano.Il ruolo di Maria come Mediatrice di tutte le grazie sappiamo che è insostituibile e la nostra preghiera avvalorata dalla sua mediazione acquista un valore infinito dinanzi a Dio che ascolta sempre la supplica umile e confidente di chi chiede il bene per i fratelli in difficoltà. Così il Papa ci esorta a chiedere la pace in unione con Maria al n° 16: Cristo ci ha invitati a rivolgerci a Dio con insistenza e fiducia per essere esauditi: « Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto » (Mt 7, 7). Il fondamento di questa efficacia della preghiera è la bontà del Padre, ma anche la mediazione presso di Lui da parte di Cristo stesso (cfr 1Gv 2, 1) e l’azione dello Spirito Santo, che « intercede per noi » secondo i disegni di Dio (cfr Rm 8, 26-27)… A sostegno della preghiera, che Cristo e lo Spirito fanno sgorgare nel nostro cuore, interviene Maria con la sua intercessione materna. « La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria »… L’insistente implorazione della Madre di Dio poggia sulla fiducia che la sua materna intercessione può tutto sul cuore del Figlio. Ella è « onnipotente per grazia », come, con audace espressione da ben comprendere, diceva nella sua Supplica alla Vergine il beato Bartolo Longo.
Per potenziare lo spessore cristologico della preghiera del S. Rosario, Giovanni Paolo II ha pensato d’integrare i quindici misteri attualmente presenti con altri cinque misteri che coprissero l’arco della vita di Gesù che va dai vangeli dell’infanzia alla sua manifestazione pubblica, in modo da valorizzare quei momenti fondamentali che hanno preceduto la passione, morte e resurrezione. Tali misteri, li ha definiti misteri della luce in riferimento alle stesse parole di Cristo: Io sono la luce del mondo chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita (Gv 8,12) . Essi comprendono i seguenti momenti della vita di Gesù:1.(Il) suo Battesimo al Giordano, 2. (la) sua auto-rivelazione alle nozze di Cana, 3. (l)’annuncio del Regno di Dio con l’invito alla conversione, 4. (la) sua Trasfigurazione e, infine, 5. (l)’istituzione dell’Eucaristia, espressione sacramentale del mistero pasquale. (R.V.M. n° 21). In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo… Ma la funzione che( Maria) svolge a Cana accompagna, in qualche modo, tutto il cammino di Cristo. La rivelazione, che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana sulla sua bocca, e diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi: « Fate quello che vi dirà » (Gv 2, 5). È ammonizione, questa, che ben introduce parole e segni di Cristo durante la vita pubblica, costituendo lo sfondo mariano di tutti i ’misteri della luce’.
Nella prassi ecclesiale i vari gruppi di misteri che vanno dai misteri gaudiosi, passando per i dolorosi, per giungere ai gloriosi, hanno durante la settimana dei giorni ben stabiliti. I misteri gaudiosi il lunedì e giovedì, i dolorosi il martedì e venerdì, i gloriosi il mercoledì e la domenica. Dove inserire i « misteri della luce »? Considerando che i misteri gloriosi sono riproposti di seguito il sabato e la domenica e che il sabato è tradizionalmente un giorno a forte carattere mariano, sembra consigliabile spostare al sabato la seconda meditazione settimanale dei misteri gaudiosi, nei quali la presenza di Maria è più pronunciata. Il giovedì resta così libero proprio per la meditazione dei misteri della luce ( R.V.M. n° 40).
Il Santo Padre, poi, ci tiene a sottolineare che la preghiera del Rosario deve essere la preghiera della famiglia e per la famiglia. Come un tempo le famiglie cristiane si riunivano insieme per la recita del S. Rosario e da esso traevano forza e comunione per il cammino familiare, che non manca di difficoltà e sofferenze, rinsaldando i vincoli parentali e facendo delle famiglie cristiane delle piccole chiese domestiche, così anche oggi in un tempo che insidia fortemente il valore della vita matrimoniale e familiare, c’è bisogno di riprendere in mano insieme la corona del S. Rosario, genitori e figli, per vincere con la potenza della preghiera tutti i nemici della famiglia cristiana che sono veramente tanti. Il santo Padre afferma che: La famiglia che prega unita, resta unita. Il S. Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio.
Per concludere il Sommo Pontefice ci ammonisce che la preghiera del S. Rosario sia di nuovo scoperta e valorizzata ed invoca con cuore di Padre universale: Che questo mio appello non cada inascoltato!
Da parte nostra abbiamo cercato di sintetizzare questa splendida Enciclica dedicata alla preghiera del S. Rosario, ma per una vera comprensione della ricchezza e del valore che essa contiene rimandiamo alla lettura integrale della stessa che aiuterà moltissimo a riprendere in mano la corona del Rosario nelle nostre comunità, nelle famiglie, da parte dei singoli. adulti, giovani e bambini. Da questa rinnovata vita di preghiera contemplativa ci sarà sicuramente una rinnovata vita cristiana centrata sull’amore di Dio e del prossimo, con l’aiuto amorevole e materno e benedicente della Santa Vergine Maria.
Sac. Pietro Cutuli

Sac. Pietro Cutuli

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